L’Etica nel Credito

Il Credit Management e le politiche del credito, in generale, meritano dunque una rivisitazione, in chiave innovativa ed etica, che potrebbe non solo offrire l’opportunità di arginare un fenomeno realmente preoccupante, quello dei ritardi di pagamento, ma concorrere a valorizzare le straordinarie potenzialità di un’area importante che può diventare strategica.

Il Credit Management è un’area importante che dovrà diventare strategica

Giusto per provare chiarire ai molti che, a mio parere, hanno una visione non ancora del tutto corretta, o non del tutto completa, di questa importante funzione e che, cioè, attribuiscono al Credit Management una mission fortemente legata alla sola velocizzazione degli incassi e alla riduzione del credito scaduto, tengo precisare che il Credit Management è invece la funzione preposta alla ricerca dell’ideale punto di incontro fra il massimo sviluppo commerciale (fatturato, per intenderci) al minor rischio finanziario.

Il che significa conoscere e mettere in atto una lunga serie di attività complesse e, forse più ancora, possedere una capacità di comprendere e perseguire i reali interessi dell’azienda che, talvolta, debbono perfino prevaricare gli obiettivi specifici della funzione.

Quasi, come dire, che il Credit Manager – nel perseguire gli interessi aziendali – deve avere una sorta di “altruismo” capace di fargli prendere decisioni che potrebbero apparire contrastanti con gli obiettivi, a breve termine, specifici della sua funzione.

E questo perché il Credit Management è una funzione che, più di altre, è chiamata a prendere decisioni che possono avere impatti, positivi o negativi, su tutto il contesto aziendale.

Tuttavia, sia a causa di una visione ancora riduttiva della funzione stessa e sia a causa dei gravi problemi che attualmente persistono nell’incasso dei crediti scaduti e impagati si riscontra spesso un forte orientamento del Credit Management verso la “messa in sicurezza” dell’esposizione finanziaria dell’azienda ovvero di un impegno marcatamente dedicato, per non dire sbilanciato, sia alla riduzione dei rischi di insolvenza che, più ancora, alla riduzione dei ritardi di pagamento.

Viene, cioè, un po’ a mancare quella forte attenzione verso una mission più ampia, volta al supporto concreto che la funzione dovrebbe dare all’impresa nei suoi percorsi e processi di crescita.

Il Credit Management deve supportare l’impresa nei suoi processi di crescita

Questo dovrebbe essere più vero in un momento di grandi cambiamenti, come quello attuale, in cui il Credito potrebbe porre in essere obiettivi ancora più ambiziosi andando cioè ad ampliare la sua stessa mission e diventando capace di contemplare sia la crescita della azienda di appartenenza e sia quella di tutto il contesto economico in cui opera.

Questo possibile allargamento del raggio d’azione del Credito, dovuto, in primis, all’acuirsi delle problematiche di pagamento che impongono, oltre a veri e propri cambi di rotta, constatata la poca efficacia delle metodologie adottate finora, differenti logiche con cui tali problematiche vengono viste e approcciate.

Intendo dire che le cattive performances di pagamento della clientela dovrebbero indurre il Credit Management non tanto all’inasprimento delle metodologie o al potenziamento delle funzioni preposte al sollecito incassi (Credit Collection) ma ad un vero cambio delle prospettive e delle logiche di intervento.

Col diffondersi delle pericolose tensioni finanziarie che colpiscono a macchia d’olio interi settori produttivi, fino ad invischiare le stesse Banche – per nulla esenti da responsabilità anche gravi -, la tematica dei pagamenti, specie quelli delle forniture energetiche e del debito bancario, può assumere infatti una forte valenza di Marketing, oltre che finanziaria.

Penso infatti che i grandi operatori del Mercato, in primis Banche e società Utilities, potrebbero cogliere un’importante occasione per mostrarsi proattive riguardo al difficile momento economico.

Potrebbero cioè proporre al mercato, ad integrazione delle offerte commerciali rivolte alla loro clientela, un ventaglio di proposte innovative riguardanti la tematica e la problematica dei pagamenti (soluzioni, prodotti e servizi) configurabili come importanti operazioni Supply Chain Finance caratterizzate da:

  • nuovi metodi di pagamento,
  • nuove modalità per il rientro dello scaduto,
  • nuove soluzioni per aiutare la clientela a recuperare liquidità e competitività. Non solo, io credo anche che l’adozione di comportamenti di stampo etico e una visione più ampia e più in linea con i nuovi contesti economici potrebbero generare un effetto domino virtuoso; un perfetto spirito di emulazione, da parte di un numero sempre più ampio di operatori che credono in questa visione e che la adotteranno, favorendo un clima positivo che potrebbe molto aiutare il Made in Italy.
  • Oggi servono, infatti, nuove politiche di sviluppo efficaci ed inclusive e il Credit Management (i cui effetti del suo lavoro possono avere impatti importanti tanto all’interno quanto all’esterno dell’azienda in cui è collocata) è la funzione che più di altre potrebbe farsi portatore di questa nuova mission, andando così a tutelare – come già indicato – non solo la stabilità finanziaria dell’impresa di tutto il contesto produttivo/commerciale in cui opera.
  • L’obiettivo diviene quindi duplice poiché, oltre ad un miglioramento atteso delle performances di pagamento/incasso, l’adozione (e la relativa proposta) di differenti approcci inclusivi – più in linea con le esigenze della clientela – potrebbe produrre un forte apprezzamento da parte del mercato.

 

Il Credit Management deve tutelare la stabilità dell’azienda e contribuire alla tenuta del contesto produttivo

Che lo si voglia, o meno, la globalizzazione lega le imprese a doppio filo e non è più possibile, e nemmeno vantaggioso, adottare comportamenti “egoistici” che finiscono quasi sempre col ripercuotersi negativamente anche su chi li ha messi in atto.

Basti vedere le Banche, che devono oggi fronteggiare gli effetti nefasti di politiche non sempre irreprensibili nella concessione di credito, erogato, non di rado, in maniera discriminatoria e clientelare.

Molti istituti hanno infatti concesso poco credito alle imprese, o lo hanno fatto a condizioni a loro sfavorevoli, e questo ha portato le imprese a perdere progressivamente competitività fino a divenire insolventi; anche nei confronti delle stesse Banche.

Molti grandi operatori (del mondo bancario ed energetico) scelgono invece di compensare le ingenti perdite su crediti con politiche del credito severe e restrittive che, oltre ad assottigliare pericolosamente il loro bacino di utenza – a fronte di regole di ingresso via via più intransigenti – rischiano di aggravare lo stato di crisi di molti loro clienti che, inevitabilmente, faticano sempre più a rispettare i troppo vincolanti impegni di pagamento.

Tuttavia, se è vero che le problematiche di pagamento derivano in primis da una crisi economico-produttiva di ampie proporzioni, molto prima che da errate politiche del credito, un credito di matrice etica potrebbe dare linfa vitale ad un sistema produttivo in affanno.

Non solo. Io credo che solamente coloro che sapranno affrontare e, possibilmente, arginare tali importanti problematiche, al di là degli indiscussi benefici sul lato squisitamente finanziario, potranno beneficiare di vantaggi competitivi e di immagine assolutamente rilevanti.

Il mio obiettivo è dunque quello di disegnare, e proporre, un Credit Management etico e innovativo disposto e capace di comprendere e affrontare in maniera proattiva un momento difficoltoso, trasformando una criticità invalidante in una straordinaria opportunità di crescita; tanto della funzione stessa quanto dell’azienda in cui opera.

E’ dunque un Credit Management disegnato sia per assolvere meglio, e in modo più completo, gli specifici obiettivi della funzione che per allargare il suo spettro d’azione. E questo, grazie ad una serie di comportamenti e iniziative capaci di richiamare e fidelizzare la clientela, attribuendo all’azienda connotati di impresa attenta, sensibile e proattiva riguardo ad una auspicata sostenibilità, ambientale ed economica.

Il Credit Management può attuare comportamenti di richiamo e fidelizzazione della clientela, supportando Marketing e CSR

Penso infatti che l’attenzione verso, e a beneficio, della stabilità dei mercati sia un concetto di grande rilevanza, se non addirittura imprescindibile, che non può più essere tralasciato, in primis dai grandi operatori.

Questi, hanno infatti oggi l’onere e l’onore di assumere un ruolo guida, o di sostegno, dei mercati e delle imprese del comparto delle PMI italiane.

L’Ethical Credit va dunque ad apportare al Credit Management un valore a mio avviso più incisivo di quello attuale, attribuendo alla funzione la capacità di dare un concreto supporto anche alle politiche di Marketing e di Corporate Social Responsability (vedremo in seguito, come), sulla base di un atteggiamento più vicino alle reali esigenze del cliente-debitore.

Un’Etica di fondo, tuttavia, non vuole semplicemente attribuire un’immagine positiva, a favore degli operatori che sceglieranno di adottarla, ma dovrà incentivare la ricerca di metodologie realmente sostenibili, concretamente vantaggiose per tutte le parti coinvolte.

Luigi Bordini

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