L’Etica ci salverà

Parlare di Etica in ambiti economici e di business può apparire fuori luogo.

Io penso invece che l’Etica, per come stanno le cose, potrebbe rappresentare un nuovo e inaspettato fattore di crescita anche nelle importanti e complesse tematiche dei pagamenti; trasformando un grande problema in una grande opportunità.

 

Cosa significa la parola Etica, specie se collocata in ambiti economici e di business?

Io credo che l’Etica sia l’impegno e la capacità di operare grazie all’introduzione di una cultura e di metodologie pensate per generare benefici estesi, ovvero nei confronti di tutti gli attori coinvolti, in un determinato scenario.

Andando così a tutelare l’integrità, il rispetto e la sopravvivenza, oltre che dei singoli, della collettività e dell’ecosistema (in questo caso, economico) di riferimento.

L’Etica è la ricerca di equilibrio e continuità, nell’interesse e a beneficio di tutti

Tutela e crescita del gruppo, dunque.

E questa che potrei definire un’inedita “linea guida” potrebbe rivelarsi un vero e proprio fattore strategico, propulsivo di un nuovo percorso di crescita diffusa e duratura, grazie ad una maggiore stabilità di tutto il sistema economico.

Questo, per quanto possa apparire un’idea utopica, non ha nulla a che vedere con “il mondo che vorrei”.

E’ un modello di business.

Un modello quanto mai necessario non più per vincere su tutti, ma per vincere tutti

Tuttavia, è da tempo che credo e che provo a trasmettere questo tipo di visione e cioè di una sempre più necessaria introduzione di un’Etica che trovi applicazione non solo in linea teorica o in ambiti generali.

Poiché io credo che, per quanto l’Etica possa ancora apparire una linea guida legata, ad esempio, ad uno sviluppo sostenibile e ad una necessaria sensibilizzazione delle persone nei confronti dell’Ambiente, giusto per citare un esempio fra i più significativi, dovrebbe fare finalmente ingresso anche nel business, nella gestione delle imprese, nel rapporto fra le imprese e, prima ancora, nel rapporto con i propri clienti.

Da qui, la spinta che mi ha portato ad introdurre questa visione, per me quasi una mission ormai, negli ambiti specifici del lavoro che svolgo da più di 20 anni, il Credit Management, impegnandomi così di definire un termine (Ethical Credit) che riuscisse nel difficile compito di esprimere una sorta di mix fra una filosofia e una serie di metodologie concrete.

Provando così ad unire aspetti apparentemente, e finora, quasi del tutto inconciliabili.

In passato, però, ho avuto spesso la sensazione che non fosse chiaro di cosa stessi parlando o, più ancora, che queste “teorie” – per quanto condivisibili sul piano concettuale – non fossero ritenute applicabili e, meno ancora, efficaci in ambiti lavorativi e di business.

Il problema, secondo me, è che siamo ormai abituati ad un’economia in cui ogni cosa debba generare benefici, o quelli che riteniamo tali, nel breve o nel brevissimo periodo.

Tralasciando di considerare, talvolta sorvolando con una certa superficialità, che gli obiettivi troppo ambiziosi e ottimistici di breve termine non di rado possono produrre effetti nocivi nel medio-lungo periodo.

Più ancora, io ho la sensazione che prevalga tuttora la falsa credenza mors tua vita mea che, specie nell’era della globalizzazione, non solo non ha più senso ma rischia di diventare un pericoloso boomerang verso coloro che, irresponsabilmente, la mettono ancora in atto.

Ma l’aspetto che mi ha dapprima sorpreso e poi spronato ad approfondire la tematica, fino alla decisione di scrivere questo documento, è una certa diffidenza diffusa verso l’introduzione di logiche che, come accennato, potrebbero, e dovrebbero, essere invece accolte con positività ed entusiasmo; alla stregua di un “investimento” che – a fronte di un certo impegno iniziale – si ritiene in grado di generare benefici futuri.

L’aspetto curioso, quasi paradossale, è che una consolidata ritrosia verso certi argomenti non sembra dovuta a semplice diffidenza ma ad un sentimento diverso, perfino dannoso e controproducente.

E’ giusto essere diffidenti verso un investimento che consideriamo rischioso, specie in assenza delle necessarie garanzie e rassicurazioni.

Ma la reazione delle persone con cui mi sono trovato ad interagire è stata differente e più che di diffidenza si è trattato di stupore o perfino incredulità.

Mi chiedo allora come mai in molti seguitino a sostenere la necessità di introdurre valori e rispetto del prossimo e della collettività ma poi, nei fatti, non siano affatto convinti che tali elementi potrebbero produrre benefici concreti.

Pertanto, è ancora ampia, la platea di chi non crede nell’efficacia di metodologie inclusive e in qualche modo “altruiste”.

Ed è per questo che si nota ancora un colpevole poco impegno a proporle e a trasferirle in ambiti lavorativi.

Credo quindi nella necessità di una differente visione. E, cioè, nell’impegno ad abbandonare la falsa credenza che l’Etica, per quanto importante e attuale, voluta e sollecitata da sempre più persone, non possa essere una vera e propria strategia di crescita.

Tuttavia, è curioso constatare che l’Etica è un concetto ormai onnipresente nelle scoppiettanti campagne Marketing di una moltitudine di imprese e operatori che non esitano a sbandierarla con una sorta di ingiustificato orgoglio.

L’Etica sarà presto un propulsore di business

Io credo infatti che nel prossimo futuro l’Etica potrebbe, realmente, fare un ingresso trionfale – a condizione però che alle parole seguano i fatti – con grande soddisfazione di un pubblico progressivamente più sensibile e attento che la promuoverà da principio teorico a fattore vincente, capace cioè di produrre inaspettati benefici, anche di tipo squisitamente economico.

Vorrei quindi precisare che, per quanto mi reputi una persona mossa da valori e principi, l’Ethical Credit non è solamente una visione etica del Credit Management ma, appunto, l’intento di introdurre nuovi e concreti elementi per elevare la funzione, anzi per promuoverla, da funzione importante a funzione strategica.

Per inciso, tengo però a sottolineare la necessità di ragionare seriamente sull’interrogativo se si possa continuare a crescere senza sostenibilità, anche economica.

Io credo fermamente, ormai, che la crescita futura non potrà più prescindere dalla concreta e massiccia introduzione dell’Etica.

Luigi Bordini

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