L’Innovazione Etica negli scenari economico-sociali italiani.
Made for Italy è una visione; ma anche una scossa.  Una filosofia; ma anche una provocazione.
Più di tutto, è una “ricetta” basata sullo sviluppo di innovazione, imprenditoriale e sociale, gioco di squadra, anche fra imprese, e voglia di contribuire alla rinascita di un Paese che può tornare grande.

Posso rimanere indifferente alle difficoltà.

Oppure contribuire al cambiamento, condividendo le mie capacità e le mie idee.

COME RIPARTIRE?  DA DOVE RIPARTIRE?

INNOVARE L’ITALIA. INNOVARE IN ITALIA.          FARLO INSIEME!

Bisogna affidare all’innovazione il compito di trainare la crescita italiana; aiutando le imprese a ritrovare competitività, a sfornare nuovi prodotti, a risolvere le problematiche di pagamento, a superare le barriere dei clientelismi e a scardinare una burocrazia invalidante, a favore di metodologie fluide, razionali, intuitive.

L’innovazione deve inoltre favorire l’introduzione di logiche collaborative in ambiti sociali, di vita pubblica, nei comuni.

ITALIA, GRANDE PRODUTTORE DI INNOVAZIONE

L’innovazione italiana dovrà essere prodotta, e venduta.

Un vero e proprio SETTORE INDUSTRIALE DELL’INNOVAZIONE.   

CREATIVITA’ COLLABORATIVA PER LA CRESCITA ITALIANA

Le sfide del futuro si vincono solo insieme, sia perché impongono scelte che dovremo poter condividere e sia perché richiedono un’ondata di creatività che solo un sforzo collettivo è in grado di produrre.

OFFICINE DI INNOVAZIONE

Dentro alle imprese e negli immobili inutilizzati che possono divenire incubatori di progetti e laboratori di idee grazie all’impegno di molti giovani che potrebbero mettere a frutto le loro capacità e trovare nuove opportunità.

DemoPro

Il cuore concettuale che ha ispirato tutto.

E’ un sistema di crescita basato sulla nascita progetti a partecipazione diffusa in cui tutti sono invitati a lavorare  insieme verso obiettivi comuni e condivisi grazie allo sviluppo di creatività e intelligenza collettiva e forti sinergie (collaborative, professionali, produttive).

Serve a generare energia di gruppo e a garantire un contesto meritocratico poiché tutti possono esprimersi evidenziando capacità, necessità e aspettative; sia in fasi di determinazione degli obiettivi che in quelle realizzative.

La Democrazia Progettuale nella vita pubblica è pensata per dare più responsabilità ai Cittadini, oggi sostanzialmente “passivi”, dopo aver eletto i suoi rappresentanti. Tuttavia, non vuole essere “alternativa” agli assetti politico-amministrativi e non intende affatto spostare il baricentro dei processi decisionali bensì garantire il contributo della collettività in termini di creatività e di idee.

Crescere. Insieme.

PIATTAFORMA WEB DI SOCIAL NETWORKING PROGETTUALE, dedicata allo sviluppo di progetti e iniziative di pubblico interesse. Può essere considerata come la prima piattaforma attuativa della Democrazia Progettuale e vuole incentivare una collaborazione proattiva fra Cittadini e Istituzioni che, insieme, possono fare grandi cose!

COS’E’ PROGETTI D’ITALIA?

E’ una piattatorma web per l’avvio di un percorso collaborativo fra Cittadini e Istituzioni che
INSIEME
potranno avviare progetti e iniziative di interesse collettivo.
Progetti voluti e realizzati grazie ad un forte contributo dei Cittadini.

Progetti d’Italia vuole incentivare i Cittadini a condividere le proprie idee e capacità, collaborando proattivamente con le Istituzioni per l’avvio di progetti e iniziative.

Ciascun Comune, Provincia e Regione ha una propria «sezione» costituita da un’area DIALOGO ed una PROGETTUALE dedicata allo sviluppo operativo dei progetti. Ogni «sezione» si integra con tutte altre nella parte riguardante le «risorse progettuali» ovvero per consentire lo sviluppo di SINERGIE di know how, mezzi e anche denaro che faciliti la realizzazione dei progetti.

INVESTIRE FINANZIANDO LA CRESCITA

In Italia servono nuove metodologie di finanziamento di progetti e lavori che oggi risentono di una limitata disponibilità di risorse pubbliche e di procedure di assegnazione degli appalti non sempre trasparenti.

I Cittadini, oltre a supportare la PA nella scelta delle nuove opere pubbliche, potrebbero partecipare al loro finanziamento attraverso operazioni di partenariato – pubblico/privato grazie alla creazione di consorzi e di altre forme da individuare. Serve però uno strumento che renda trasparente e condiviso l’iter progettuale; dalla valutazione delle necessità, alla raccolta finanziaria, fino alle fasi realizzative dei progetti.

Progetti d’Italia, tra l’altro, è pensata per favorire forti sinergie interne ai Comuni, con l’obiettivo di sfruttare le competenze e le risorse già presenti, molto spesso inutilizzate, che potrebbe anche portare alla nascita di opportunità di lavoro e impiego.

L’Italia è un paese con grandi virtù e grandi vizi; quello che facciamo, giusto o sbagliato che sia, lo facciamo bene!

Possiamo scalare le vette in ogni arte e mestiere oppure scivolare nelle insidie di un malaffare dilagante, contagioso, indisturbato.

Un individualismo congenito è probabilmente la causa principe di atteggiamenti altalenanti, perfino contrapposti, funzionali e talvolta anche vittime di interessi personalistici legati all’”io” prima che al “noi”. E, comunque, è sempre un “noi” – come persone – piuttosto che “noi” come società, civile o economica che sia.

Questo ci induce a gestire a scopi innanzitutto personali, o circoscritti alle “cerchie”  parentali e di amicizie convenienti, ogni forma di “potere”, anche di tipo politico, di cui disponiamo.

L’assenza di una visione unitaria ha favorito l’ascesa di una classe politica disinteressata ai problemi che è chiamata ad affrontare e che li ha perfino aggravati ad ogni maldestro e scoordinato tentativo di risolverli perché – inevitabilmente – continuano a prevalere le stesse logiche personalistiche e clientelari con cui – ciascuno di noi – si muove nel suo piccolo o grande “mondo” quotidiano.

Serve però fiducia nei nostri valori ed un impegno più unitario se vogliamo che le condizioni di sostanziale benessere che ci hanno accompagnato in questi ultimi decenni non cedano il posto alle incertezze di una crisi globale non lontana a venire.

L’Italia deve rinascere puntando sulle cose che l’hanno resa grande e che si sono, via via, trasformate in limiti invalicabili nell’era di una globalizzazione che non lascia spazio all’orgoglio di chi vuole fare tutto da solo, o di chi è costretto a fare tutto da solo.

Per evitare allora che le stesse virtù foriere di successi passati si trasformino in difetti invalidanti dobbiamo impegnarci a superare un individualismo congenito che nell’era della globalizzazione sta diventando ostacolante.

Limiti del nostro eccessivo individualismo

Mi riferisco alla nostra tendenza ad anteporre il singolo al gruppo, gli interessi privati a quelli della collettività.

In Italia manca una cultura collaborativa, del gioco di squadra, degli obiettivi comuni, del “bene per il Paese” e questo atteggiamento più che determinare la crisi attuale ha reso più difficile affrontarla e, nonostante l’acuirsi di problematiche sempre più evidenti e invalidanti, non emergono soluzioni credibili poiché non attaccano la vera radice del problema.

Io credo, infatti, che qualunque “cura” di tipo politico o economico non potrà essere efficace se prima non avvieremo un cambiamento che deve partire da noi stessi.

Più fiducia nelle nostre grandi potenzialità

Dobbiamo dare fiducia al nostro Paese e non aspettare che siano sempre gli altri – mondo politico compreso – a muoversi per primi.

Dobbiamo pensare a cosa possiamo fare, noi, per l’Italia prima che l’Italia, per noi.

INNOVIMPRESE

E’ un’iniziativa pensata per esortare le imprese ad organizzare divisioni interne dedicate allo sviluppo metodico ed organizzato di innovazione utile innanzitutto ad accrescere la loro competitività ma anche per creare un vero e proprio business legato alla “vendita” di innovazione a partner, nazionali e stranieri,  assetati da sempre di innovazione italiana.

L’obiettivo è di favorire la crescita delle Imprese italiane attraverso un’innovazione generata coralmente, per le imprese, dentro alle imprese e fra le imprese.
Io sono infatti convinto che l’introduzione di logiche creativo-collaborative potrebbe non solo aiutare a superare un momento di stagnazione ma anche trasformarsi in un’importante opportunità.
Tutto il mondo produttivo ha bisogno di nuove idee e per le imprese italiane che sceglieranno di produrle – industrialmente – si potrebbero aprire nuove prospettive e inaspettati mercati.

Penso allo sviluppo di vere e proprie “officine di innovazione” alimentate da una “creatività collettiva” aziendale e interaziendale utili innanzitutto ad affrontare in modo nuovo sia tematiche generali sia relative a specifiche aree (studio e ricerca di nuove tecnologie produttive, nuove strategie commerciali e di Marketing,  o di qualsivoglia problematica che richieda sforzi creativi di particolare entità).

Tuttavia, un innovazione “partecipata” richiede cambiamenti che consentano, e stimolino, una cultura orientata al lavoro di gruppo; isolando gli errori del passato, primo fra tutti quello di perseguire gli obiettivi personali, anteponendoli a quelli dell’azienda.

Le intuizioni e la creatività necessari all’avvio dei processi di generazione delle idee, i primi mattoncini dell’innovazione, ritengo che possano divenire frutto di un vero e proprio lavoro metodico e organizzato, oltre che provenire da intuizioni spesso casuali.

  • se l’innovazione venisse prodotta sistematicamente e collegialmente i suoi effetti sarebbero straordinariamente amplificati
  • il lavoro di gruppo stimola a mettere in campo le nostre migliori idee e capacità
  • il lavoro di gruppo crea una sana competitività che accentua i benefici dei lavori collaborativi
  • il coinvolgimento di tutti è un forte segnale di fiducia
  • nulla stimola di più della sensazione di sentirsi parte integrante di una squadra
  • i lavori di gruppo devono coinvolgere l’universo aziendale superando barriere costituite da livelli gerarchici, ruoli, competenze.

In Italia manca infatti un orientamento al “bene comune” che, specie nelle imprese più grandi, ha ostacolato i processi di crescita e, in taluni casi, ne ha perfino determinato il declino.

Servono però strumenti informatici che consentano e stimolino il lavoro di gruppo e la condivisione di idee e know-how e per questo, ho progettato due piattaforme utili all’avvio di progetti partecipati: MYPROGELIST (piattaforma rivolta all’uso interno ad ogni azienda) e PROGELIST, che potrà invece favorire un’interazione interaziendale volta anche alla creazione di “network” di imprese per la nascita di progetti innovativi comuni.

E’ di primaria importanza saper VALORIZZARE MAGGIORMENTE LE RISORSE UMANE poiché, specie in momenti di crisi, bisogna poter contare sul massimo impegno da parte di tutti. Per questo, serve la perfetta conoscenza delle capacità di ogni singola risorsa e la capacità di stimolare ognuno a fare del suo meglio per la crescita del gruppo.

L’obiettivo è infatti quello di ottenere il massimo risultato al minor costo, evitando nuovi investimenti in risorse che spesso sono già presenti.

Inoltre, i profili che dimostrano capacità inedite in ruoli diversi da quelli attualmente ricoperti, possono sollecitare possibili ricollocazioni più consone alle loro effettive capacità e aspettative.
Questo, rende l’azienda una squadra più forte e coesa ed è uno stimolo a fare bene poiché dimostra attenzione e, soprattutto, fiducia.

Un Paese glorioso e stanco sembra incapace di fronteggiare la crisi e attenuare i suoi difetti.

Virtù passate divengono limiti, talvolta invalidanti, nell’era della globalizzazione che impone standard irraggiungibili per chi si è fatto da solo.

Un’imprenditoria virtuosa lascia il posto ad atteggiamenti rinunciatari, aggravati da una politica incapace di essere un partner credibile e, soprattutto, affidabile.

Lo spettro di un’”invasione” economica si sta ormai palesando ma, nonostante tutto L’ITALIA C’È!

Io sono infatti convinto che sotto le macerie di un glorioso impero produttivo, parzialmente crollato sotto il peso dei nostri stessi errori, ci sia ancora voglia di fare e, più ancora, ci sia una capacità creativa unica al mondo che, generata in modo corale e sistematico, potrebbe portare l’Italia di nuovo a primeggiare.

Dobbiamo però imparare a valorizzare collegialmente le nostre virtù e colmare le criticità con l’ingegno, la crisi con l’innovazione, il malaffare con la forza del gruppo, le inefficienze con i progetti.