In momenti di crisi, qual è
la migliore strategia per recuperare un credito?

Aggredire il debitore, indebolirlo o farlo fallire?
Io dico: AIUTARLO A PAGARE!

Un mancato pagamento è il grido d’allarme di un sistema in difficoltà.
Servono atteggiamenti responsabili e strategie innovative.
AID to PAY è l’aiuto alle imprese che faticano a regolarizzare le fatture di fornitura o i prestiti bancari.
AID TO PAY è il disegno di metodologie volte a ridurre le crisi delle imprese o le probabilità di default.
AID TO PAY è lo studio di nuovi approcci alle sofferenze e ai crediti deteriorati (NPL).

AID TO PAY MASSIMIZZA LE PERFORMANCES DI INCASSO SENZA PENALIZZARE LE IMPRESE IN DIFFICOLTA’

Si colloca in ambiti CSR in virtù di un’etica che diverrà imprescindibile, sia a fini di Marketing che per favorire la tenuta dei sistemi economici.
Aid to Pay è infatti pensato per consentire ai grossi gruppi industriali, agli operatori del credito e dell’energia di applicarlo nei confronti della loro clientela sia come leva di Marketing che per migliorare il loro DSO.

Scenario dei pagamenti

Le difficoltà di pagamento stanno ostacolando gli scambi commerciali e la produzione industriale. Le imprese faticano a pagare i fornitori. Le Banche non erogano finanziamenti poichè non incassano dai loro clienti. Le attuali metodologie di recupero sono spesso inefficaci e dannose: indeboliscono ulteriormente i debitori e non soddisfano i creditori. Sono quindi tutti vittime, e anche responsabili, dello stesso problema e non ha senso aggredire chi ha bisogno di essere aiutato.

Ritardi e sofferenze sono corresponsabili della crisi economica italiana e stanno mettendo a rischio la stabilità di imprese e Banche.

Si chiede più efficacia nelle procedure di recupero ma l’inasprimento delle azioni non fa che peggiorare la situazione.
Aggredire un’impresa in difficoltà è un gesto inutile e dannoso che non soddisfa il creditore e indebolisce il sistema produttivo.

Le problematiche di pagamento derivano spesso dalla difficoltà di incasso.

Non ha senso puntare il dito sui cattivi pagatori in una sorta di “caccia alle streghe” che punisce chi ha bisogno di aiuto.

Serve un cambiamento. 

Serve innovazione.

Principio ispiratore di Aid to Pay

AID to PAY si basa su un principio che considero fondante per la ripresa economica, teso ad un gioco di squadra fra grandi operatori e imprese, specie del comparto PMI, che dovranno sostenersi a vicenda.

Sono però i “grandi” a dover fare il primo passo AIUTANDO I PICCOLI A NON ANNEGARE NELLE INSIDIOSE ACQUE DEI NUOVI MERCATI, APPESANTITI DAI LORO DEBITI E DAI LORO CREDITI.

In seguito, i ruoli potranno ribaltarsi poiché saranno i “piccoli” a sorreggere i grandi che avranno sempre più bisogno di una clientela solida e soprattutto affezionata.

Come funziona

Team di “facilitatori di pagamento” affrontano le problematiche a prescindere dalle cause o dalle responsabilità con l’obiettivo di aiutare i creditori ad incassare velocemente il denaro bloccato presso i clienti affrontando – anche con loro – le cause ostative ai loro incassi/pagamenti.

Vengono quindi contattati i fornitori dell’impresa in difficoltà a cui proporre dilazioni o nuovi piani di pagamento, in ragione di un concreto impegno alla regolarizzazione delle posizioni, scongiurando blocchi delle forniture e azioni legali.

L’approccio fra le parti deve essere sostanzialmente neutrale. Un percorso alternativo alle procedure legali, a condizione della piena disponibilità dei debitori a farsi aiutare e a destinare il denaro incassato al pagamento delle fatture scadute.

Aid to Pay può dunque richiedere interventi da parte di più professionisti del credito, società di recupero e Studi Legali, impegnati congiuntamente e in modo coordinato.

Operatività

  • AZIONI DI RECUPERO INDIRETTO per sbloccare il denaro fermo presso i clienti, e i clienti dei clienti; (task force appositamente organizzate)
  • GESTIONE NEGOZIALE DELLE CONTROVERSIE reali o presunte, all’origine di molti mancati pagamenti;
  • DEFINIZIONE ACCORDI TRANSATTIVI, VERSO FORNITORI E CLIENTI tutelanti gli interessi delle parti e la continuità dei rapporti;
  • MESSA A DISPOSIZIONE DI PRODOTTI FINANZIARI a condizioni favorevoli, frutto di convenzioni con i principali erogatori di servizi finanziari;
  • SUPPORTO ALLE IMPRESE SUL LORO PRESIDIO SUL CREDITO proponendo soluzioni per la mitigazione del rischio e lo smobilizzo dei crediti.

Mission

Aid to Pay fonde elementi di Supply Chain Finance, Marketing e CSR e vuole supportare, in primis, i grandi operatori di Credito ed Energia oggi penalizzati dagli ingenti quantità di NPL e alla ricerca di nuove strategie di richiamo e fidelizzazione di una clientela in costante movimento.

Inoltre, vuole aiutare la tenuta dei sistemi produttivi e delle numerose imprese italiane in difficoltà. 

AID to PAY è anche il disegno di strategie che aiutino le imprese a superare la crisi; recuperando competitività.

Sinergie tra imprese in crisi

CONCEPT basato sull’opportunità di integrare ed aggregare strategicamente gli assets delle imprese in crisi, soggette a procedure concorsuali, prossime al fallimento o già fallite, allo scopo di creare delle nuove realtà più forti e strutturate.

D-Day dei pagamenti

CONCEPT che prevede che in un determinato giorno, preventivamente definito, tutti gli operatori economici effettuino il pagamento, contestuale, dei loro debiti verso i fornitori, delle fatture  impagate.

Assicurazione del debito

CONCEPT basato su un nuovo concetto di “responsabilità economica” da parte delle imprese che, in caso di impossibilità ad effettuare uno o più pagamenti, provocano seri danni nei confronti dei loro fornitori, con effetti su tutto il sistema.

Questa polizza ricalca la polizza crediti, anche se con logiche di funzionamento differenti, ed è pensata per contenere i danni da mancato incasso, sempre più frequenti e penalizzanti.

ATTACCARE I PROBLEMI, NON LE IMPRESE

Serve una presa di coscienza che il problema pagamenti è – appunto – il “problema” e, come tale, va affrontato, e risolto, con approcci che aiutino a definire metodologie più efficaci di quelle attuali, i cui limiti sono palesati dall’enorme mole di crediti insoluti e incagliati che caratterizzano i bilanci delle imprese, delle Banche, degli Istituti di Credito, delle Assicurazioni.

CHI PUO’ ATTUARE AID TO PAY?

Soprattutto nelle fasi iniziali e, in qualche modo, sperimentali di AID to PAY ritengo che debbano essere i grandi operatori di Energia, Credito, Assicurazioni e Telefonia ad introdurre questa metodologia poiché dispongono di strutture interne di gestione del credito capaci di organizzare questi interventi e hanno anche la capacità negoziale per la definizione degli accordi con i professionisti del credito e con le società di recupero a cui saranno affidate le operazioni.

SOSTENIBILITA’ DI AID TO PAY

AID to PAY potrebbe generare una grande mole di lavoro per tutta una serie di figure impegnate a vario titolo nella gestione dei recuperi “indiretti” e nelle successive azioni di Supply Chain Finance che potrebbero essere proposte a tutte le imprese in difficoltà.

Questo significa che le aziende che applicheranno Aid to Pay nei confronti della loro clientela potrebbero beneficiare di un “ritorno” da parte degli operatori del credito che, di fatto, andrebbero a ridurre o ad azzerare il costo delle operazioni.

Domande?