Crescita e Sostenibilità

Tengo a fare una riflessione sul concetto di CRESCITA perché la considero la “Stella Polare” dei processi di sviluppo economico-sociale ma credo che non ci soffermiamo a comprenderne meglio il suo vero significato rischiamo di andare nella direzione sbagliata.

Mi riferisco ovviamente ai contesti in cui la crescita non è un evento naturale ma un’azione pianificata dall’uomo, a fronte di obiettivi specifici. Io credo che la crescita, così come avviene in Natura, anche in ambito economico-produttivo dovrebbe contenere un concetto di “continuità” che abbiamo quasi sempre sottovalutato, per non dire ignorato, e questo sta portando una serie di effetti collaterali che possono compromettere gli sforzi fatti per un ottenere un benessere che sta divenendo effimero.

Più ancora, io credo che tutto il processo evolutivo umano – presto o tardi – potrebbe subire una deviazione pericolosa. Ma non del tutto inattesa.

Gli scenari attuali pongono molti interrogativi e giustificate preoccupazioni proprio in funzione di quella che ritengo un’incompleta accezione del concetto di crescita, da sempre perseguita nella quasi totale assenza del fattore “continuità”.

Alla crescita abbiamo, infatti, sempre attribuito un significato numericamente crescente, teso all’aumento incessante della produzione, dei consumi, della domanda, dei fatturati, dei guadagni, e così via. Ma questa visione non tiene conto di un fattore sempre più importante. Anzi, imprescindibile; la SOSTENIBILIA’. Ai ritmi attuali, infatti, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse – da una parte – e la produzione di rifiuti – dall’altra, creano squilibri naturali i cui effetti, già evidenti e devastanti stanno per divenire irreversibili.

Dobbiamo allora sforzarci di legare l’incessante incremento della popolazione e delle sue reali e superflue necessità ad una doverosa capacità di tutelare gli equilibri di un Pianeta che stiamo rendendo sempre meno ospitale per noi e, soprattutto, per i nostri figli.

Il fatto è che abbiamo ancora molto da imparare riguardo alla capacità di produrre, consumare e smaltire senza depredare le risorse naturali e senza intasare immense aree della Biosfera da montagne di rifiuti.

Non riusciamo cioè a crescere in modo corretto, in ottica di continuità e di salvaguardia degli equilibri naturali. Ma neppure di quelli economici che, non troppo indirettamente, sostengono una congrua parte degli equilibri sociali del Pianeta.

Personalmente, credo che questo sia in buona parte dovuto al volere dei grandi produttori e perfino dagli Stati che da tempo perseguono e impongono obiettivi di crescita costante e incessante, forse per via di errati “diktat” accademici che seguitano ad indicare la crescita come qualcosa da perseguire a tutti i costi; senza condizioni e senza compromessi.

Sostenibilità anche economica, dunque, volta a tutelare le molte imprese che, per la stessa errata visione della crescita, hanno attuato politiche aggressive che le hanno esposte al rischio di collassare, specie in un momento in cui le incertezze dei mercati non garantiscono più una diretta correlazione fra investimenti e ritorni economici.

Ma qual è allora la corretta definizione di “crescita”?

Per questo, ho provato a comprende cosa significhi crescere, in Natura. Perché la Natura sa sempre cos’è giusto.

Gli Alberi, ad esempio, sviluppano forti radici prima di innalzarsi verso l’alto. In caso contrario, sarebbero esposti alle intemperie e rischierebbero di cadere al primo colpo di vento forte.

Gli esseri umani, nel corso del loro complesso percorso di crescita, oltre agli evidenti effetti legati allo sviluppo psico-fisico, apprendono e consolidano una progressiva capacità cognitiva – le nostre radici – che ci rendono, via via, indipendenti e capaci di affrontare le difficoltà e le insidie della vita quotidiana.

Cos’è dunque la crescita? Esiste una definizione universalmente valida che aiuti a meglio comprenderla e quindi a perseguirla, finalmente, per quello che realmente è?

IO CREDO CHE LA CRESCITA SIA LO SVILUPPO DELLE CONDIZIONI E DELLE CAPACITÀ UTILI A GARANTIRE LA NOSTRA PRESENZA NELL’ECOSISTEMA, NEL TEMPO.

Una crescita volta all’importante equilibrio fra la giusta spinta evolutiva e il rafforzamento delle radici che devono garantire la necessaria stabilità e continuità.

La crescita per un’impresa, per tornare su ambiti squisitamente economici, dovrebbe quindi essere la capacità di dare continuità alla sua attività, limitando l’incremento compulsivo di volumi e fatturati che, molto spesso, la rendono instabile e troppo esposta alle insidie dei mercati globali.

La crescita è la capacità di guardare avanti rimanendo sé stessi. E’ lo sforzo di innovare, migliorare e attualizzare i prodotti e i servizi alla clientela. E’ l’avvio di politiche di richiamo e di fidelizzazione dei clienti. E’ la valorizzazione del lavoro e del know-how innanzitutto interno. E’ l’investimento in Capitale Umano. La crescita è l’investimento in R&S verso produzioni, anche di energia, sempre più pulite ed ecocompatibili. E’ lo sviluppo di forti sinergie interne ed esterne alle imprese nel disegno di una “rete” sempre più grande e sempre più proficua.

Crescere è la voglia di fare squadra senza barriere e senza la paura di condividere il proprio sapere.

Posto quindi che la crescita sia la necessaria capacità di garantire una giusta continuità ai cicli di vita, mi aspetto adesso un grande sforzo per invertire un trend molto poco rassicurante, cercando nuove strade verso uno sviluppo tutelante la nostra vita e quella dei nostri delicatissimi Ecosistemi Naturali ed Economici.